Gi.Bi.

Il nuovo Ospedale

Posted on: 17 luglio 2012

Giugno 2012: apre il nuovo  Ospedale di  Cona. 

Un progetto obsoleto,  vecchio di 20 anni, concepito in pianta e non in elevazione, per via della consistenza del terreno, in quel di  Cona, nel “Fondo della Morte” . Certo che per chi è superstizioso, non è stata una scelta molto felice…

Oltre alle idrovore in funzione 24 ore su 24, per “pompare” l’acqua sottostante, ci sono voluti foreste di pali per tenerlo su così come è oggi e parliamo di alcuni piani. Figuriamoci se veniva costruito come si doveva (con torri o a più piani) avremmo dovuto, forse,  disboscare la Foresta dell’ Amazzonia!

Logistica e spostamenti più costosi, per chi proviene dalla città.

L’estensione della struttura ospedaliera risulta essere di 186mila metri quadrati lordi, 774mila metri cubi. Probabili aree e volumi di servizio rimarranno sottoutilizzati.

Per chi si è recato nel Nuovo Ospedale non sarà sfuggito notare questi interminabili corridoi, sprovvisti di sedie o panchine, oltre che di finestre e il nr. sugli estintori tanto da chiedersi: ma quanti sono?

(estintore nr. 1785)

Visitatori, pazienti e famigliari, con tanto di mappa in mano intenti a cercare i reparti o la via del ritorno fanno assomigliare questi percorsi più a sentieri da Indiana Jones che a corsie da struttura ospedaliera.

(Corridoio)

Ma la cosa più sconcertante è la localizzazione dell’ospedale, lontano dalla città. Città rimasta sguarnita di un presidio ospedaliero e di un pronto soccorso. 

Che dire? Speriamo di godere  sempre di buona salute.

In collaborazione con T. Da – News

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Rassegna Stampa:  hanno detto…

Da PIAZZA MUNICIPALE – Anno V nr. 1 – GIUGNO 2006

Il direttore generale Riccardo Baldi (*) illustra i suoi programmi.    

“Nel 2009 apriremo il polo di Cona”

Nell’attuale sede del Sant’Anna resteranno numerosi servizi di prima assistenza e opereranno in maniera integrata azienda ospedaliera, Asl e Comune. 

Il “Nuovo Sant’Anna” sarà un ospedale a cinque stelle. E in corso Giovecca resteranno ambulatori e servizi sociosanitari per la prima assistenza.          

“Bisogna davvero cambiare sistema: non possiamo continuare a costringere i pazienti a correre di qua e di là per le analisi, mandandoli allo sbaraglio. Chi si presenta in ospedale deve essere assistito dall’inizio alla fine del suo percorso e a girare devono essere le provette e le lastre, non gli utenti. Le persone vanno indirizzate, e il loro percorso deve essere seguito, accompagnato “ Della “centralità del paziente” il numero uno del Sant’Anna, Riccardo Baldi, fa una bandiera e la considera il cardine organizzativo del nuovo sistema sanitario ferrarese. Due saranno i nuclei costitutivi: il Nuovo Sant’Anna di Cona e il vecchio ospedale di Corso Giovecca, destinato a divenire centro terapeutico nel quale saranno integrate funzioni e servizi sociosanitari di prima assistenza dell’Azienda ospedaliera, dell’Asl e del Comune.

Direttore generale del Sant’Anna da quasi un anno, Baldi si trova a gestire l’ingombrante eredità della costruzione del nuovo ospedale, ma in fondo, rispetto ai predecessori, può ritenersi un uomo fortunato: a lui, oltre agli oneri, toccheranno probabilmente anche gli onori dell’inaugurazione del Nuovo Sant’Anna di Cona. “La data del 2009 é un punto fermo – assicura – Ci sono tutte le condizioni per rispettarla. Naturalmente, dall’apertura alla piena operatività passerà qualche mese,  necessario per il trasferimento delle strutture e delle attrezzature. Il tutto avverrà con la necessaria gradualità e ci sarà quindi una fase di transizione fra il vecchio e il nuovo che non si risolverà in una mattinata “.

Perché  i ferraresi dovrebbero essere soddisfatti di questo nuovo ospedale?

“Perché garantire alti standard di assistenza e di degenza. Qui dove ci troviamo ora non ci sono gli spazi per realizzare gli adeguamenti tecnologici o per assicurare condizioni alberghiere migliori di quelle attuali, largamente carenti. Tanto per capirci, la norma saranno stanze a due letti con bagno. L’area di terapie intensive e subintensive sarà potenziata da 30 a 75 posti letto. E poi potremo contare su sistemi e apparati tecnologici di prim’ordine e su elevati livelli di sicurezza”. E questo nel vecchio ospedale non si sarebbe potuto realizzare… “Avremmo dovuto demolire e ricostruire interi fabbricati, ove sono i nostri degenti. Alcuni edifici storici hanno vincoli di soprintendenza, e poi non ci sono gli spazi per i servizi, per i parcheggi. Insomma, non si poteva più restare”. Al Sant’Orsola di Bologna si è fatto ma le dimensioni dell’area e le condizioni sono profondamente diverse. Comprendo però alcune resistenze, abbandonare le abitudini consolidate è sempre faticoso. Ci furono anche quando il Sant’Anna lasciò la sede nell’omonima piazza per trasferirsi dove è ora, in fondo a corso Giovecca, che all’epoca era periferia!”. Non solo abitudini, per la verità: si tratta anche dell’accessibilità ai servizi. “Questi sarebbero rilievi fondati, ma che non hanno ragion d’essere. La sede di corso Giovecca, infatti, non sarà abbandonata. Qui accanto a maggiori spazi per l’Università e ad alcuni interventi di urbanizzazione troveranno collocazione numerosi servizi di prima assistenza. E la cosa importante e innovativa è che il cittadino che si rivolgerà al front office di corso Giovecca sarà preso in carico per i bisogni che esprime e indirizzato all’interno di un percorso integrato di assistenza, al di là del fatto che i suoi bisogni assistenziali richiedano l’intervento dell’azienda ospedaliera, dell’Asl o dei servizi sociosanitari del Comune. Il Sant’Anna infatti manterrà qui tutte le funzioni ambulatoriali di primo livello che non richiedono l’utilizzo di alte tecnologie o elevate competenze, mentre Asl e Comune trasferiranno in quest’area la maggior parte dei servizi ambulatoriali, sociosanitari ed amministrativi. E l’organizzazione privilegerà il paziente rispetto a chi eroga le prestazioni”. 

Il nuovo ospedale -Un’opera che vale 269 milioni di euro – L’apertura nel 2009

La sanità ferrarese cambia logica.

Il Nuovo Sant’Anna avrà 860 posti letto, dei quali 75 in day hospital. Sessantanove milioni di euro è il valore delle opere costruite, 139 milioni quello degli interventi da realizzare: di questi 97 saranno garantiti dal committente pubblico, l’Azienda ospedaliera di Ferrara, mentre 42 restano a carico del consorzio di mprese che si è aggiudicato l’appalto di costruzione e gestione dei servizi.

 (*) Alla scadenza del suo incarico quinquennale,  31 agosto 2010, il Direttore Riccardo Baldi non ha dato disponibilità per una eventuale proroga o rinnovo di mandato.

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Da Estense.com del  16 Aprile 2011

Il parere di Adelina Ricciardelli, medico di pronto soccorso (in merito al mantenimento di un pronto soccorso in citta).

Non è una visione di destra o di sinistra dire che in tutta Italia c’è la tendenza a una riduzione degli ospedali. Lo confermano le stesse parole del ministro della Sanità Fazio. Un ospedale per essere sicuro deve avere almeno 300 posti letto. Si tende a concentrare sempre di più tecnologie e specialità in strutture più capienti. In quest’ottica un pronto soccorso, da definizione, è tale se ha dietro di sé tutto ciò che serve per re curare qualsiasi tipologia di paziente si presenti.

Nella logica di ospedali che si allontanano sempre di più dai centri urbani, perché si rivolgono a dimensioni provinciali quando non regionali, la struttura più vicina ai cittadini può essere un ambulatorio di medicina di base, per risolvere i problemi a bassa intensità di cura. In corso Giovecca rimarranno strutture e capacità di tutto rispetto, con gruppi di medici di famiglia che si potranno valere di radiologia di base e letti per servizi come la dialisi: il paziente deambulante andrà lì.

A Cona andrà chi invece presenta una situazione clinica instabile. Questo è l’equivoco di fondo: per gli anziani non cambierà niente; chi può andare da solo oggi in Giovecca ci andrà anche domani. Chi necessità di essere trasportato lo è oggi al Sant’Anna come lo sarà domani a Cona. E questo vale per il cittadino che abita a Ferrara come quello che abita a Comacchio.

Avere uno pseudo o un finto pronto soccorso, proprio perché questa struttura non può dotarsi di tutte le tecnologie e specialità che saranno presenti a Cona, non è fare il bene del cittadino.

Se invece vogliamo mantenere un presidio sociosanitario, beh, questo ci sarà. La Cittadella della salute è questo. Avrà tutti i servizi necessari per la degenza con ambulatori di medicina. Se sarà necessario il ricovero, allora verrà trasportato nel nuovo ospedale.

La Cittadella della salute avrà un ambulatorio aperto per le dodici ore diurne, con accoglienza e accompagnamento del paziente da parte di medici di famiglia. Per le ore notturne, ci sarà un’assistenza attraverso – immagino – lo spostamento della guardia medica.

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