Gi.Bi.

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Attacco di mandata per autopompa VV.FF. con vetro rotto divenuto cestino per rifiuti.

Finalmente dopo mesi si sono resi conto che la bocchetta anti incendio deve esse accessibile e pulita.

Com’era…

Come l’abbiamo trovata oggi…

 

Con il tempo che verrà, probabilmente si provvederà anche a sistemare lo sportello .
Come si dice: “ la speranza è l’ultima a morire “.

Foto T. Da

Ex Arcispedale Sant’Anna ora Cittadella della Salute S. Rocco

Foto T. Da

Breve cenno storico.

L’antica sede dell’Arcispedale e dell’oratorio è in parte ancora presente, situata a Ferrara in Piazzetta Sant’Anna, di recente riqualificata e ristrutturata. Gli edifici che costituivano il nosocomio vennero tutti demoliti per fare spazio ad una nuova area che venne destinata a costruzioni moderne.

Nel 1927, (Vedi Foto) il Sant’Anna venne trasferito in una nuova sede progettata dall’ingegnere Filippo Galassi in Corso Giovecca.Tale incarico fu affidato all’ingegnere ferrarese Carlo Savonuzzi il quale riqualificò l’area tramite la costruzione di importanti edifici in stile razionalista quali il Museo di storia naturale, la Scuola elementare Alda Costa, il Complesso Boldini e il Conservatorio Girolamo Frescobaldi.

L’attuale sede dell’ospedale si trova a Cona, frazione di Ferrara, dove è stato trasferito definitivamente nel maggio del 2012 in un’unica struttura completamente nuova e singola. Fa parte del Servizio sanitario dell’Emilia-Romagna ed è di proprietà della regione stessa.

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

 

Approffitando della chiusura delle sale cinematografiche causa covid-19, ecco che anche le bacheche dove vengono esposte le locondine dei film, sono terra di conquista dei soliti writers

Dopo i cartelli e la segnaletica stradale, ecco altro passatempo per gli imbrattatori…

Quando dei locali sono chiusi o temporaneamente inutilizzati, non è che si sia l’autorizzazione per sporcare o imbrattare…

Foto T. Da

 

Bike sharing – Un nuovo servizio smart ed ecologico

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Bevi  e lascia il vuoto dove vuoi – Vecchia usanza di inciviltà

Foto T. Da

ARISTOTELE diceva:

“In tutte le cose della natura esiste qualcosa di meraviglioso”.

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Passeggiando in Darsena City, si può notare questo fico. La pianta è nata da uno scarico fognario…

 

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Ecco come era, il fico, nel 2010…

e come è oggi…

Certamente non serve questo esempio per dimostrare la forza della natura…

VOLTAIRE diceva: “Gli uomini discutono, la natura agisce”.

In questo caso, favorevolmte.

Foto T. Da

Passerella San Giacomo

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“Che ci volete fare, io sono io, e voi non siete un cazzo”. Parafrasando la frase dal celebre film di Monicelli, recitata dal celebre attore Alberto Sordi, ne “Il Marchese del Grillo” veniamo a commentare queste foto che oramai non fanno più notizia


Qui però vorremo soffermarci un attimo.
Questa persona che ha buttato la sua immondizia è doppiamente – per essere leggeri – maleducata, stupida e menefreghista del prossimo.
Prima perché ha abbandonato il sacco per strada e secondo come si evince dalle foto non c’è traccia di dfferenziata…

Infatti come si possono vedere lattine, bottiglie e recipienti di plastica dovrebbero essere introdotti negli appositi contenitori.
Come dire io me ne frego di tutti e di tutto: “Non ho tempo per fare la differenziata”.

A proposito di sapere. Caro signore, come tanti altri, dovete mettervi in testa che stiamo parlando di prodotti non biodegradabili, per i quali i microrganismi non sono capaci di degradarli nel breve periodo. In questo tipo di rifiuti la degradazione avviene prevalentemente per via fisica, per azione dei raggi solari o per abrasione e il processo può richiedere tempi lunghissimi.

Ecco alcuni esempi:

– Cartone di latte e simili: 1 anno

– Mozzicone di sigaretta: 5 anni

– Gomma da masticare: 5 anni

– Lattina di alluminio: da 100 a 500 anni

– Bottiglia, sacchetto, piatti e bicchieri di plastica, cartucce da caccia: da 100 a 1000 anni

– Contenitore di polistirolo: 1000 anni

Volete quindi cari incivili, che siano i nostri figli, nipoti e pronipoti a raccogliere questi rifiuti?

Tutto ciò che oggi abbandoniamo rimarrà per moltissimi anni nell’ambiente contribuendo all’inquinamento del nostro pianeta e gravando di conseguenza sulle forme di vita e sulle generazioni future.

Già oggi viviamo gli effetti dei comportamenti di chi ci ha preceduto. Penso che tutti noi percorrendo spiagge, sentieri, boschi e fiumi notiamo, purtroppo, tanti esempi di inciviltà.

Come aiutare l’ambiente? In teoria sarebbe semplice: comportarsi da persone civili e non pensare che, come sempre, sia compito di altri a raccogliere quello che noi abbandoniamo in acqua o in terra, praticamente ovunque.

Foto T. Da

P.zza XXIV Maggio – Acquedotto Martedì 2 Giugno 2020

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Notati nel verde pubblico due persone – un giovane ed una persona di una certa età –  muniti di appositi pinze raccogli rifiuti che stavano ripulendo gli spazi attorno alle panchine e vicino ai giochi dei bambini.

Forse che:

A) – Non sapevano che fare;

B) – Volevano provare se riuscivano ad usare i “pinzettoni”;

C) – Stanno raccogliendo funghi;

C) – Visto il degrado e considerando i molti bambini che vi giocano hanno pensato di fare pulizia loro stessi;

D) – Che altro?

Sacchetti o guanti? Questo è il dilemma.

In piena pandemia Coronavirus giusto usare tutte le precauzioni. Vari negozi e supermercati forniscono guanti per poter entrare e scegliere la merce da acquistare.

Alcuni tipi sono veramente difficoltosi da utilizzare ( sono dei veri sacchetti ) come si evince dalla foto e dall’avvertenza…

In mancanza di guanti “veri”

 

ecco, come ricavarli…

Da dei sacchetti… un timbro su e via…

Come dire meglio di niente vista la difficoltà del momento nel reperirli.

 

Qui siamo in presenza di un guanto palmato, come indicato sul sacco fatto a regola d’arte. Palmato in zoologia, indica il piede di molti vertebrati acquatici, particolarmente uccelli, in cui le dita risultano collegate da una membrana interdigitale, e del palco dei cervi quando asta e pugnali sono parzialmente fusi. Il disegno sul sacchetto è particolarmente rappresentativo di questa definizione… non era più semplice scrivere come nel primo sacchetto:DA USARE COME UN GUANTO”.

Foto T. Da

 

 

 

Complesso Boldini – Via Previati

Il complesso Boldini, o più semplicemente Boldini, è una struttura architettonica situata a Ferrara in via Previati, al civico 18.

È stato progettato e ideato dall’ingegnere del Comune Carlo Savonuzzi ed eretto fra il 1935 e il 1939. La struttura oggi sorge dove un tempo si ergevano gli ambienti dell’ex ospedale cittadino S. Anna trasferito nel 1927 in corso Giovecca. Il complesso Boldini, dedicato al pittore ferrarese Giovanni Boldini, occupa l’area più occidentale del nosocomio un tempo dedicata alla sala degenza per gli uomini.

L’architettura segue quelle che sono le linee guida del razionalismo, molto utilizzato all’epoca nonché la corrente artistica maggiormente adottata per la costruzione di architetture moderne. Il Complesso Boldini rientra nelle opere novecentesche realizzate da Carlo Savonuzzi che le si fanno riunire sotto la denominazione di “Addizione Novecentesca” voluta dal Comune di Ferrara per dare risalto ad alcune parti della città ormai in decadenza.

Il complesso Boldini è costituito da un unico corpo principale al quale si accede tramite un piccolo giardino circondato da alte mura in cemento dipinte di arancione. Al suo interno trovano spazio numerosi ambienti destinati ad utilizzo pubblico come iniziative culturali, manifestazioni, proiezioni e convegni. La costruzione sorge sui resti delle grotte del Boldini ovvero le antiche cantine quattrocentesche con volte a crociera facenti parte dell’ex ospedale e oggi utilizzate come aree espositive. Inoltre la sala al primo piano svolge anche la funzione di cinema proiettando film d’essai.

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Foto T. Da

Torre della Vittoria – Festa della Repubblica

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Il tricolore esposto sulla Torre della Vittoria – Foto di repertorio

Oggi si celebra il 2 giugno 1946, ricorrenza del giorno in cui gli italiani scelsero la Repubblica come forma istituzionale della Nazione.

Foto T. Da


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Per segnalazioni: gibiferrara@gmail.com

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