Gi.Bi.

 

NATALE    2017

 

Foto T. Da

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Per un nuovo giorno che nasce…(Viale Cavour)

Foto inviata da Sandro

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Un chiosco che muore – “Il Pinguino” in smantellamento – Via Cassoli

Dicono perché troppo vicino alle Mura Monumentali (sulla sinistra). E se accorgono dopo decine di anni?

A Natale ogni pacco dono vale…

Foto inviata da Piero

Vallo a raccontare a chi dovrebbe entrare nel suo garage per uscire con l’auto…

Possibilità di scelta

A Natale, a Capodanno meglio la salama da sugo o il cotechino? Oppure pandoro o panettone? O tutti e due? Ecco l’imbarazzo della scelta. Foto di uno dei tanti negozi, all’apertura, dove puoi rivolgerti per risolvere il dilemma. Tra un po’ si farà la coda per acquistare qualche prelibatezza e questo accade non solo per Natale…

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Scelta obbligata

Foto  dal web

Ecco un’altra coda. Qui  non potranno scegliere quello che vorrebbero, forse si dovranno accontentare di quello che passa… il convento. E gli ultimi della fila si chiederanno: rimarrà qualcosa anche per noi?

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A Natale e a Capodanno si susseguiranno pranzi e cenoni dove si vedranno persone emarginate e/o in difficoltà economica essere ospiti di generose e volenterose Associazioni, Comunità, Enti ecc… I mass media daranno grande risalto a questi gesti di solidarietà.

Bene, molto bene; sono eventi caritatevoli che suscitano in tutti noi condivisione e gratitudine.

Ma gli altri giorni dell’anno chi pensa alle persone in difficoltà o meno fortunate?

Forse ricordandoci di loro, una o due volte all’anno, pensiamo di essere a posto con la nostra coscienza?

 

 

 

La pubblicità

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Il multiforme pianeta pubblicitario comprende la pubblicità commerciale, che ha lo scopo di invitare all’acquisto, e la pubblicità sociale, che si prefigge di suscitare nei cittadini comportamenti socialmente utili.

La pubblicità commerciale si divide in diretta e indiretta.

 

Questa è senz’altro pubblicità diretta, senza giri di parole o intendimenti vari

 

Via Fortezza

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Cassonetto per agevolare le persone di bassa statura o…

 

 

errata manovra dell’operatore nel riposizionarlo dopo lo svuotamento?

Foto T. Da

 

“La Siberiana è morta”. I gestori chiudono lo storico chiosco

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“Il degrado prenderà il sopravvento anche nella parte di mura che con ogni sforzo cercavamo di difendere”

“La Siberiana è morta”. È una lettera che suona da epitaffio quella che Francesco Malacarne e sua moglie Gabriella scrivono a quanti in questi anni sono stati loro vicini per cercare di scongiurare la chiusura dello storico chiosco di viale IV Novembre.

La storia è annosa. Nel 2011 arriva la notizia dell’ipotesi di sfratto. La gelateria si trova in una zona sottoposta a vincoli di pregio come il sottomura. Lo afferma la Soprintendenza. Partono i ricorsi legali. Prima al Tar e poi al Consiglio di Stato, che dà torto ai gestori: la struttura va demolita.

Il Comune ci mette momentaneamente una pezza e l’attività ultratrentennale ottiene la riassegnazione anche per il 2017. Ma è, appunto, solo la quiete prima della tempesta. Perché la commissione consiliare sul regolamento per la concessione di aree pubbliche prevede la ricollocazione per le attività che non rispettato i limiti delle Belle Arti, come il chiosco Al Pinguino, quello sul montagnone, i due rivenditori di frutta e verdura in viale Belvedere e ovviamente La Siberiana.

E ora arriva il documento ufficiale, che per i gestori significa chiusura. “Per rispettare il vincolo paesaggistico delle mura – spiegano Francesco e Gabriella – il Comune ci ha proposto di spostarci nell’area situata in Via Gavioli (angolo Via Ticchioni) limitrofo alle mura stesse”.

Un’area però, secondo i commercianti, “vittima di degrado, prostituzione e droga. Un’area così poco sicura, già proposta ai gestori del chiosco “Il pinguino” (e da quest’ultimi rifiutata), non rappresenta una soluzione realizzabile per noi ormai prossimi alla pensione. In prima battuta il Comune ci aveva proposto verbalmente di trasferirci nell’area limitrofa alla palestra all’aperto di fronte alla Casa del Boia; area commercialmente interessante, bella e sicura”.

E oggi invece “ci viene proposto tutt’altro; sinceramente, amici di facebook, ci pare che i nostri governanti ci prendano in giro proponendoci soluzioni inaccettabili per costringerci alla chiusura. Dove loro falliscono nel mantenere le zone sicure, chiedono a noi cittadini di aprire aree commerciali per bonificare le aree”.

Ecco quindi il triste finale: “Amici, è con nostro immenso rammarico comunicarvi che la Siberiana l’anno prossimo non aprirà. Il Comune ha vinto ed è riuscito a mandarci via. La droga, il degrado e la prostituzione prenderanno definitivamente il sopravvento anche nella parte di viale IV Novembre che noi faticosamente con ogni sforzo cercavamo di tenere pulita e accogliente per noi tutti”.

da: https://www.estense.com/?p=659681

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Le leggi sono come le tele di ragno, in cui solo i deboli restano inviluppati, mentre i potenti le spezzano e se ne liberano.
(Anacarsi, citato da Solone)