Gi.Bi.

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Palazzo delle Poste

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Il Palazzo delle Poste, inaugurato ufficialmente il 1 Giugno 1930, sorse dove un tempo insisteva parte del convento di San Domenico, destinato nell’Ottocento a caserma dell’esercito.

La facciata marmorea dell’edificio è indubbiamente di gusto classico, ma il retro è caratterizzato dal laterizio ferrarese, imbevuto di richiami al razionalismo (sia pure in nuce) ed alla metafisica: si pensi, da una parte, al moderno schematismo dei prospetti secondari e, dall’altra, al susseguirsi di linee geometriche e di forme circolari, che offrono suggestive composizioni di figure solide. L’edificio, poi, propone all’osservatore alcuni elementi tratti direttamente dalla tradizione locale, sapientemente armonizzati con le soluzioni d’avanguardia ora richiamate; per esempio, in certe parti della facciata, ma ciò vale anche per alcuni interni, viene ripreso il motivo estense del diamante, simbolo araldico preferito alla fine del XV secolo dal duca Ercole I d’Este.

Durante la fase finale della costruzione del palazzo furono attivi nel cantiere validi artigiani ed artisti poliedrici, come Napoleone Martinuzzi, autore dei vetri e degli stucchi nel salone al piano terra e della statua in bronzo raffigurante San Giorgio, posta all’angolo tra Viale Cavour e via Fausto Beretta.

Da Ferrara Terra e Acqua

a cura di Francesco Scafuri.

Foto T. Da

Occhi elettronici

Quante volte si sente parlare di installare delle telecamere per debellare vandalismo e comportamenti illeciti.

Occhi elettronici per controllare aree critiche del territorio, per monitorare i movimenti e fornire un supporto al mantenimento dell’ordine pubblico e combattere il degrado cittadino.

I dispositivi sono muniti di una scheda sim che consente la trasmissione dei dati con collegamento remoto al comando della Polizia Municipale. Hanno inoltre la caratteristica di essere mobili, dunque spostabili sul territorio in base alle esigenze di controllo.

Notiamo con vivo stupore che occhi elettronici sono stati già predisposti in alcuni punti  del territorio.

Qui siamo in Porta Reno, davanti alla chiesa di San Paolo. Il terremoto del maggio 2012 aveva danneggiato i pinnacoli in alto, situati sulla facciata del tempio.

pinnacolo-san-paolo

Dopo le scosse godevano di un equilibrio precario quindi è stato deciso, per evitare danni irreparabili e tutelare il camminamento dei passanti il loro “trasferimento” a terra.

Ecco allora l’installazione di occhi elettronici a controllare atti vandalici sul patrimonio artistico pubblico e a controllare a quando la loro riposizione originaria…

Occhi elettronici

Ecco allora una bella cartolina da inviare ad un amico…

Foto pinnacoli

In collaborazione con T. Da