Gi.Bi.

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Stazione Ferroviaria

Il parcheggio delle biciclette

Foto T. Da

 

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Palazzo Massari – A sinistra si intravede il porticato di Piazza Ariostea

Foto T. Da

Palazzo Massari fu eretto a partire dall’ultimo decennio del Cinquecento, per volontà del conte Onofrio Bevilacqua, tra il quadrivio degli Angeli, fulcro dell’ambizioso progetto urbanistico di Biagio Rossetti, e l’antica piazza Nova, oggi Ariostea. Durante gli ultimi trent’anni del Settecento, l’edificio venne ampliato con la costruzione della Palazzina Bianca, anche denominata Palazzina dei Cavalieri di Malta.

Nello stesso periodo, gli orti retrostanti il palazzo furono trasformati in parco con giardini all’italiana e fu edificata la Coffee house, fabbricato neoclassico ad opera dell’architetto ferrarese Luigi Bertelli.

Dopo alcuni decenni di incuria e spoliazioni seguiti alle conquiste napoleoniche e al tramonto delle fortune dei Bevilacqua, all’indomani dell’Unità il palazzo divenne proprietà della famiglia Massari. Venduto dagli eredi al Comune di Ferrara, dal 1975 ospita le Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea.

Da: Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea

Il Volto di Porta Reno

Foto T. Da

Quando il Grattacielo era tutt’altra cosa…

(bello da vedere e da abitare)

Foto di Bruno

Corso Biagio Rossetti

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Foto T. Da

Con la famosa “Addizione Erculea”, voluta dal Duca Ercole I d’ Este e realizzata dall’ architetto di corte Biagio Rossetti (Ferrara, 1447 circa – Ferrara, 1516), a partire dal 1492, Ferrara diverrà la prima città moderna d’ Europa. Il nuovo ampliamento verso nord, al di là delle Mura Medievali e del fossato della Giovecca, si avvaleva di due assi importanti e quasi ortogonali tra di loro: la Via degli Angeli (che nell’occasione fu rettificata e ampliata) e la strada dei Prioni (oggi Corso Porta Mare, Corso Biagi Rossetti, Corso Porta Po), la quale univa due porte, quella di San Benedetto ad ovest (ora distrutta) e quella di San Giovanni Battista ad Est, di cui rimane il torrione di guardia.

Cenni storici di Francesco Scafuri – Storico del Comune di Ferrara

Piazza Municipale

Foto T. Da

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Piazza Municipale costituiva un tempo il cortile d’onore del Palazzo Ducale.

E’ dominata dal grandioso Scalone d’Onore costruito su disegno di Pietro Benvenuto degli Ordini, che fuse elementi gotici medievali, ad esempio la balaustra marmorea in stile veneziano, con altri di impronta già chiaramente rinascimentale come gli archi e la cupola. L’ala adiacente allo Scalone presenta raffinate finestre di marmo che segnano la posizione dell’appartamento in cui vissero molte duchesse, fra cui la celebre Lucrezia Borgia. Nello stesso appartamento morì Federico da Montefeltro, duca di Urbino e celebre condottiero. Un grande portale di marmo segna l’ingresso alla Sala Estense, attuale teatro che occupa il luogo in cui sorgeva la cappella ducale di Santa Maria di Corte.

Da Ferrara Terra e Acqua – Portale Turistico Ufficiale della Provincia di Ferrara

Via Porta Reno

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Inizia da Piazza del Travaglio e arriva in piazza Cattedrale, all’angolo con via Cortevecchia.

Foto T. Da

Da notare la differenza a sinistra della foto, della Ferrara Antica con la Ferrara “Nuova” a destra.

Alcuni cenni storici da: Ferrara Nascosta

Anticamente, il tratto che da via Carlo Mayr andava sino in piazzetta Schiatti era denominato “Strada della Gabella” perché li vicino si trovava il palazzo della Dogana pontificia. Fu chiamata anche “Strada di San Paolo”, dal nome della chiesa che vi sorge lateralmente sin dal X secolo, con il suo monastero attiguo, rovinatasi con il terremoto del 1570 in maniera tale che la dovette rifare l’architetto Schiatti. In principio a questa via, nel Medioevo, stava l’omonima porta d’entrata delle mura, demolita e ricostruita più a meridione nel 1612 con il nome di “Porta Paula” da papa Paolo V che volle atterrare anche la vicina ed antichissima porta di Sant’Agnese su via delle Scienze. Il corso prende il nome di “Porta Reno” perché 12 chilometri da Ferrara, proseguendo verso sud su questa strada, si trova il torrente Reno che divide la provincia di Ferrara con quella di Bologna.

Ora è sede del tradizionale Mercato Settimanale del Venerdì