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Quando il Grattacielo era tutt’altra cosa…

(bello da vedere e da abitare)

Foto di Bruno

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Via Cortevecchia

Foto T. Da

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VIA CORTEVECCHIA – Viaggio nel tempo percorrendo una strada ricca di fascino

Cenni Storici a cura di Francesco Scafuri

Partendo dalla Piazza omonima, e dirigendoci verso Piazza Cattedrale, nell’angolo di destra si nota un edificio a tre piani che, secondo alcuni studiosi, apparteneva un tempo alla facoltosa famiglia Avenanti. Il palazzo, a seguito del crollo nel 1553 della Torre di Rigobello (che sorgeva nell’angolo opposto), venne ricostruito completamente l’anno dopo da Alessandro Avenanti. I nobili prospetti, pur conservando l’impronta cinquecentesca, risentono tuttavia delle modifiche successive, a partire da quelle operate nel 1752 dal proprietario dell’epoca, il conte Giovanni Luigi Bernardi.

Nell’angolo di sinistra della strada, invece, che dà su piazza Cattedrale, si trova la la Torre della Vittoria, costruita nel 1925-28 su progetto dell’ingegnere ferrarese Carlo Savonuzzi. Il lato sinistro di via Cortevecchia è caratterizzato dal prospetto meridionale dell’antico palazzo di Corte degli Estensi (“Corte Vecchia”), risalente al XIII secolo ma modificato nei secoli, ora destinato ad uffici comunali e negozi. Lo storico fabbricato è interrotto dall’Arco del Cavalletto, che nel Rinascimento era l’accesso minore al Cortile Ducale (ora piazza Municipale).

Via Cortevecchia fu denominata anche “strada della Trinità”, dalla chiesa della SS. Trinità o di San Giovanni Gerosolimitano con annesso ospedale (distrutti), complesso fondato attorno al XII secolo e ricordato successivamente come “Commenda dell’Ordine dei Cavalieri di Malta”. Sull’area dove insisteva l’edificio di culto, oggi sorse il caseggiato in corrispondenza degli attuali numeri civici 31-39 di via Cortevecchia. Nell’angolo di via Boccaleone si nota una nicchia, entro la quale dal 2006 è stata collocata la statua di San Giovanni Battista, protettore dell’ordine, realizzata per l’occasione dallo scultore ferrarese Alfredo Filippini. Si tratta della riproduzione di quella originale in terracotta (collocata in questo luogo poco dopo il 1515); la pregevole opera, dopo essere caduta al suolo a seguito di un violento temporale, è stata opportunamente restaurata ed ora si può ammirare nelle prestigiose sale della Pinacoteca Nazionale di Ferrara presso il palazzo dei Diamanti.