Gi.Bi.

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Il Volto di Porta Reno

Foto T. Da

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Via Porta Reno

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Inizia da Piazza del Travaglio e arriva in piazza Cattedrale, all’angolo con via Cortevecchia.

Foto T. Da

Da notare la differenza a sinistra della foto, della Ferrara Antica con la Ferrara “Nuova” a destra.

Alcuni cenni storici da: Ferrara Nascosta

Anticamente, il tratto che da via Carlo Mayr andava sino in piazzetta Schiatti era denominato “Strada della Gabella” perché li vicino si trovava il palazzo della Dogana pontificia. Fu chiamata anche “Strada di San Paolo”, dal nome della chiesa che vi sorge lateralmente sin dal X secolo, con il suo monastero attiguo, rovinatasi con il terremoto del 1570 in maniera tale che la dovette rifare l’architetto Schiatti. In principio a questa via, nel Medioevo, stava l’omonima porta d’entrata delle mura, demolita e ricostruita più a meridione nel 1612 con il nome di “Porta Paula” da papa Paolo V che volle atterrare anche la vicina ed antichissima porta di Sant’Agnese su via delle Scienze. Il corso prende il nome di “Porta Reno” perché 12 chilometri da Ferrara, proseguendo verso sud su questa strada, si trova il torrente Reno che divide la provincia di Ferrara con quella di Bologna.

Ora è sede del tradizionale Mercato Settimanale del Venerdì

Mentre transitavano oggi pomeriggio, per Porta Reno, all’altezza della Chiesa di San Paolo abbiamo udito un grido: aiutatemi, ci vedo poco, aiutatemi.

Avevamo documentato con il post

https://gibiferrara.wordpress.com/2014/03/21/occhi-elettronici/

una singolare situazione.

Il terremoto del maggio 2012 aveva danneggiato i pinnacoli in alto, situati sulla facciata del tempio. Dopo le scosse godevano di un equilibrio precario quindi fu deciso, per evitare danni irreparabili e tutelare il camminamento dei passanti, il loro “trasferimento” sul sagrato dello stesso.

Come succede di norma in queste situazioni, erano divenuti due occhi che vigilavano su quanti passavano da quelle parti

 Occhi elettronici

Ora uno dei due occhi è stato danneggiato. Ci sentiamo meno sicuri. Infatti un solo occhio elettronico tutelerà il nostro quieto (si fa per dire) vivere…

Occhio elettronico

Occhi elettronici

Quante volte si sente parlare di installare delle telecamere per debellare vandalismo e comportamenti illeciti.

Occhi elettronici per controllare aree critiche del territorio, per monitorare i movimenti e fornire un supporto al mantenimento dell’ordine pubblico e combattere il degrado cittadino.

I dispositivi sono muniti di una scheda sim che consente la trasmissione dei dati con collegamento remoto al comando della Polizia Municipale. Hanno inoltre la caratteristica di essere mobili, dunque spostabili sul territorio in base alle esigenze di controllo.

Notiamo con vivo stupore che occhi elettronici sono stati già predisposti in alcuni punti  del territorio.

Qui siamo in Porta Reno, davanti alla chiesa di San Paolo. Il terremoto del maggio 2012 aveva danneggiato i pinnacoli in alto, situati sulla facciata del tempio.

pinnacolo-san-paolo

Dopo le scosse godevano di un equilibrio precario quindi è stato deciso, per evitare danni irreparabili e tutelare il camminamento dei passanti il loro “trasferimento” a terra.

Ecco allora l’installazione di occhi elettronici a controllare atti vandalici sul patrimonio artistico pubblico e a controllare a quando la loro riposizione originaria…

Occhi elettronici

Ecco allora una bella cartolina da inviare ad un amico…

Foto pinnacoli

In collaborazione con T. Da