Gi.Bi.

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Via Mazzini

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Foto T. Da

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1. Storia

Sul lato sinistro di piazza Trento e Trieste inizia via Mazzini, originariamente via dei Sabbioni, così denominata dalla sabbia con la quale la si rendeva maggiormente praticabile nelle stagioni piovose o più verosimilmente dall’uso di cospargerla di sabbia in occasione dei giochi pubblici.

Dall’inizio del Quattrocento diventa la via principale della zona di residenza della Comunità ebraica, che si concentra all’interno del quadrilatero formato appunto da via Mazzini, via della Vittoria e via Vignatagliata. Mentre queste ultime sono principalmente aree abitative, su via Mazzini si affacciano le botteghe e le attività degli ebrei ferraresi. Ancora oggi gli edifici si caratterizzano per le vetrine che danno sulla via e per essere tutti accostati l’uno all’altro, formando un’unica, lunga facciata, mentre all’interno rivelano cortili che permettono l’accesso ad altri edifici, che non si affacciano sulla strada principale.

2. Il ghetto

In quanto luogo di insediamento storico degli ebrei ferraresi l’area viene scelta dal governo pontificio come zona per la collocazione del ghetto cittadino tra il 1624 e il 1627. Data la sua centralità, la delimitazione del ghetto avviene attraverso la posa di cinque portoni, che vengono aperti all’alba e chiusi al tramonto: due agli estremi di via Mazzini, due alle estremità di via Vignatagliata e uno all’incrocio di via della Vittoria con via Ragno.

Tra Settecento e Ottocento la storia del ghetto di Ferrara diventa movimentata: per due volte i portoni vengono divelti e poi rimessi al loro posto a spese della Comunità ebraica. Solo nel 1848 sono definitivamente abbattuti segnando l’inizio dell’età dell’emancipazione a Ferrara.

Da: mF – museo Ferrara

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A guardare questa foto viene naturale chiedersi:

scavi archeologici a Spina sospesi per mancanza di fondi? No. Fondamenta casa per gnomi bloccate perché non in regola col PRG. No. E’ una simpatica iniziativa della nostra Amministrazione: la toilette per cani. Un riquadro bordato in cemento nel verde pubblico in un evidente stato d’ abbandono. Sono scomparse le indicazioni W. C. per cani, non c’ è traccia di sabbia. Qui Fido avrebbe dovuto defecare.

Ad erba incolta (una normalità in città, visto che si falcia a data prefissata e non per l’effettiva necessità) ora le toilette si presentono così …

ma non sono un pericolo, per i nostri “bravi ragazzi” che scorrazzano nel verde pubblico in motorino? Non sarebbe meglio eliminarle?

E che dire di queste macchinette erogatrici di materiale per raccogliere le deiezioni dei cani …

Funzionano ancora? O si fa manutenzione o è inutile tenerle in queste condizioni! Forse l’Amministrazione non sa nemmeno della loro esistenza …