Gi.Bi.

Via Poledrelli

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Ogni motivo è occasione per distruggere il verde pubblico. Un esempio: la ricerca di un parcheggio

 

Oltre a non  far crescere erba nel bauletto erboso (con un po’ di fortuna potrebbe rinascere)

si distrugge anche il cordolo, oramai a livello della strada

Possibile che nessuno transiti di lì?  Trattasi di via interdetta a chi dovrebbe vigilare sul verde pubblico? 

Foto T. Da

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Piazza Ariostea

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Dopo le polemiche per l’abbattimento di alberi attorno all’anello di Piazza Ariostea, ecco in arrivo i sostituti….
Circa una decina di nuovi già grandicelli…

Pronti a ridare l’ombra di prima…

Effetto elezioni, o una gradita controtendenza, tipo smisurato amore per il verde pubblico?

Foto T. Da

 

 

Un cestino dei rifiuti sempre pieno, nonostante la presenza di un’isola per la raccolta differenziata nelle vicinanze…

 

Foto d’archivio

Che fare?

 

Ecco! Un amico…  per un aiutino…

Da notare comunque la cabina telefonica ripulita.

Foto T. Da

Raccolta differenziata

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Dopo mesi è arrivata la tanto desiderata pioggia.

Forse per la paura che si bagnasse il cittadino incivile ha tuttavia protetto il suo rifiuto introducendolo nel cassonetto carta e cartone.
Che premura encomiabile!
Peccato che l’applicazione dei rifiuti oggi non riceve segnalazioni fotografiche di posizione.
Foto e segnalazione di Sandro

Piazza XXIV Maggio – Acquedotto

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Fonte : Portale Turistico – Ferrara Terra e Acqua

Il progetto architettonico fu affidato nel 1929 all’ing. Carlo Savonuzzi.

La costruzione, piuttosto imponente, è alta circa 37 metri e concepita quasi interamente in cemento armato, ma proprio grazie alle felici intuizioni dei progettisti, appare nel contempo sufficientemente armonica ed ariosa. La struttura è caratterizzata alla base da un rilevato in terra, abbellito da due gradinate (una delle quali porta ad una fontana monumentale) e coronato da pioppi, allusivi alle Eliadi, le sorelle del mitico Fetonte che, scriveva un giornalista in quegli anni, colpito da Giove precipita sulla pianura padana trasformandosi nel Po. Alla sommità del terrapieno si eleva l’ampio e massiccio basamento dodecagonale, sul quale si innalzano dodici grandi arcate di 12 metri di altezza che sostengono l’enorme “Serbatoio pensile” della capacità complessiva di 2.500 metri cubi, definito negli anni Trenta il più grande d’Italia; termina la costruzione un coperto con cupola a gradoni.

 

In questi giorni si è provveduto alla normale potatura dei pioppi che circondano tale costruzione

Tutti tranne uno. Perché? E’ ammalato e quindi deve essere soppresso? Vista l’imponenza non crediamo sia stata una dimenticanza…

Seguirà eventuale aggiornamento.

Foto T. Da

Il Conservatorio
Foto T. Da
Il Conservatorio visto da P.tta Sant’Anna.
La fondazione ufficiale del Conservatorio Frescobaldi risale al 1870 quando l’allora direttore Gaetano Zocca ne sancì la nascita come “Liceo o Istituto Musicale” il 15 gennaio. Nel 1872 vennero avviati sette diversi corsi musicali riuniti nella stessa struttura e nel 1894 il conservatorio prese il nome di “Istituto Musicale Frescobaldi”. L’edificio venne progettato dall’ingegnere comunale Carlo Savonuzzi e fu eretto fra il 1935 e il 1939 sui resti dell’ex ospedale cittadino Sant’Anna, spostato nel 1927 in corso Giovecca. Furono mantenute intatte la facciata monumentale con l’annesso portico in Piazzetta Sant’Anna e i sotterranei, nei quali si trova la cella del Tasso, in cui lo stesso poeta sarebbe stato rinchiuso. La struttura, come la maggior parte degli edifici dell’epoca, è riconducibile all’Addizione Novecentista voluta dal Comune di Ferrara allo scopo di dare nuova vita a quelle parti di città diventate inagibili o non più utili all’uso che se ne faceva in precedenza. Il palazzo è stato costruito in stile razionalista, come in altri interventi a Ferrara nella prima parte del Novecento, caratterizzato dal forte uso del cotto unito alla pietra grigia o al cemento, utilizzati per decorare la struttura con le loro geometrie.
Sullo sfondo si intravede La Scuola elementare “Alda Costa” è una costruzione che si trova a Ferrara in Via Gaetano Previati al numero civico 31.

La scuola primaria è stata ideata e progettata sempre da Carlo Savonuzzi ed è stata eretta fra il 1932 e il 1933 sull’area dell’ex ospedale cittadino, il Sant’Anna, trasferito nel 1927 nella nuova sede in Corso della Giovecca dove è rimasto fino al 2012.

La struttura architettonica fa parte di quella massiccia opera urbanistica voluta dal Comune di Ferrara dell’epoca per intervenire sulle vecchie strutture dell’ospedale ormai dismesse al fine di dare slancio e risalto a diverse parti della città ormai fatiscenti. Tale processo urbanistico guidato dall’ingegnere Carlo Savonuzzi è stato definito “Addizione Novecentista”. Oggi la costruzione, rimasta totalmente invariata nel corso del tempo, continua ad essere sede scolastica e rappresenta una delle migliori architetture novecentesche ferraresi.

In particolare la scuola segue quella che è la matrice razionalista fortemente utilizzata per la costruzione di importanti opere pubbliche, caratterizzata da un frequente utilizzo di materiali ed interventi stilistici. Inizialmente intitolata al re Umberto I, è stata successivamente dedicata nel dopoguerra alla maestra antifascista e dirigente scolastica Alda Costa.

Fonte: Wikipedia

A seguito del post:

https://gibiferrara.wordpress.com/2019/03/27/per-fortuna-ci-sono-loro/

ecco altre foto per illustrare meglio il “lavoro” sia degli allievi del Dosso Dossi sia dei bambini delle Scuole Elementari Poledrelli e Bombonati

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