Gi.Bi.

Di recente abbiamo notato che molti bauletti erbosi diventano poi facili aree per il parcheggio, con improvvisate pavimentazioni di ogni tipo

Vedi:

https://gibiferrara.wordpress.com/2019/04/20/lestinzione-dei-bauletti-erbosi-2/

Quello da noi tenuto monitorato in Via Poledrelli, abbiamo notato che attualmente risulta sempre libero


Un posto auto, per via delle continue precipitazioni, allagato.

A pensarci bene, potrebbe essere una soluzione per non far parcheggiare sulle aiuole, allagando le stesse, un po’ come si faceva nel Medioevo con fossati attorno ai manieri e castelli per respingere l’occupazione del nemico…

Bauletti allagati, bauletti risparmiati…

Foto T. Da

 

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Darsena City

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Circa un anno fa evidenziavamo come un certo numero di piccioni, in una struttura abbandonata, creavano problemi alla salute dell’ambiente per il guano degli stessi.

Vedi:

https://gibiferrara.wordpress.com/2018/03/11/il-guano-dei-piccioni/

Ecco un aggiornamento

Sfratto con esecuzione immediata. Vi ricordate i colombi  che infestavano le scale mobili di questo complesso immobiliare?

Bene la nuova proprietà ha detto basta ai colombi sigillando tutto con pannelli di legno…

Prima di prendere “alloggio” qui, i colombi erano alla Palazzina ex Mof di Corso Isonzo. Con la ristrutturazione ed apertura di questa struttura in uffici avevano traslocato. 

Chissà quale sarà la nuova meta di questi volatili… Attenzione, piccioni in… movimento!

Foto T. Da

Via Cassoli

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Un conta biciclette spento da giorni in Via Cassoli…

 

Il conta biciclette: ennesimo esempio di sciupio di fondi pubblici, non importa se offerti o regalati, ma sempre soldi nostri. Foto e segnalazione di Sandro.

Questo “contatore”, era stato ideato per contare anche giornalmente, quante biciclette transitavano. Statistica a che pro? Ora è spento. Il totale mensile e quindi anche annuale delle biciclette in transito non si conoscerà. Sarà un problema?

 

 

 

P.le G. Bruno – Un Parco veramente pubblico…

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Da Wikipedia

Un luogo pubblico è uno spazio pubblico a cui può accedere chiunque senza alcuna particolare formalità, essendo quello il suo scopo ed utilizzo normale e prevalente (ad esempio strade, piazze, giardini pubblici, spiagge demaniali).

Nella foto inviata da Susanna si notano, dal basso verso l’alto:

a) – Tulipani ed altre piantine adornano ed impreziosiscono un’aiuola;

b) – Un podista transita lontano dai gas delle auto e dallo smog cittadino:

C) – Un naturalista amante della botanica osserva o studia un albero.

 

Via Piangipane

MEIS Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah – Ecco la facciata restaurata di recente, ingresso  del Museo.

Andiamo a vedere il suo Lato B –

Via Rampari San Paolo.

Certamente si stanno aspettando i fondi per il risanamento dei quartieri, concessi, poi bloccati. Ora sembrano di nuovo sbloccati e quindi partiranno gli appalti per risanare anche questa via, tra l’altro sede di un parcheggio molto frequentato.

Come si evince nella foto inviataci da Sandro, le buche sul marciapiede e le erbacce non vanno di pari passo con la burocrazia… Una pulitina sarebbe auspicabile.

Incrocio Corso Piave e Via Montegrappa

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Può un Betafence non essere allineato perfettamente a livello dell’ asfalto stradale?

Certamente che no. Ma se siamo in presenza di un marciapiede e il Betafence deve essere posizionato a partire da questo, di norma dagli 8 ai 10 centimetri superiore al manto stradale che si fa?

Si alza di almeno 10 centimetri il manto stradale creando un dosso artificiale.

Betafence, in questione, in fase di “montaggio”…

Considerando il loro peso e materiale probabilmente non idoneo, ecco le conseguenze…

 

 

Sarà anche un “Gioiellino di Stadio” ma le vie attorno un po’ meno…

Palazzo Massari – A sinistra si intravede il porticato di Piazza Ariostea

Foto T. Da

Palazzo Massari fu eretto a partire dall’ultimo decennio del Cinquecento, per volontà del conte Onofrio Bevilacqua, tra il quadrivio degli Angeli, fulcro dell’ambizioso progetto urbanistico di Biagio Rossetti, e l’antica piazza Nova, oggi Ariostea. Durante gli ultimi trent’anni del Settecento, l’edificio venne ampliato con la costruzione della Palazzina Bianca, anche denominata Palazzina dei Cavalieri di Malta.

Nello stesso periodo, gli orti retrostanti il palazzo furono trasformati in parco con giardini all’italiana e fu edificata la Coffee house, fabbricato neoclassico ad opera dell’architetto ferrarese Luigi Bertelli.

Dopo alcuni decenni di incuria e spoliazioni seguiti alle conquiste napoleoniche e al tramonto delle fortune dei Bevilacqua, all’indomani dell’Unità il palazzo divenne proprietà della famiglia Massari. Venduto dagli eredi al Comune di Ferrara, dal 1975 ospita le Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea.

Da: Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea